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Conoscere la Video Game Therapy

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La Video Game Therapy in azienda

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La psicologia nel videogioco

Il gioco rappresenta una leva evolutiva nella vita dell’individuo che permette il rafforzamento delle abilità motorie, cognitive e interpersonali. Inoltre, tale attività ha un ruolo fondamentale nel processo di costruzione dell’identità personale e sociale attra- verso l’apprendimento delle regole dello stare con l’altro e alla costruzione di diverse e nuove forme di comunicazione interpersonale. L’attività di gioco è fondamentale non solo in età infantile: cambiano le forme, le modalità, gli strumenti, i significati, ma la dimensione ludica accompagna l’uomo in tutto l’arco della vita.

Proprio come l’attività di “gioco” consente ai bambini di esprimere inconsciamente aspetti del proprio mondo interno ed esterno, anche i videogiochi garantiscono questo risultato, in quanto sono un “gioco” in ogni modo, ma sono accessibili a utenti di età superiore a quella infantile. Inoltre, i videogiochi sono diventati un oggetto sempre più esplicito di comunicazione tra i giovani, le cui immagini sembrano assimilare sempre più elementi tipici del mondo dei videogiochi. L’approccio terapeutico basato sulla Video Game Therapy consente al soggetto, tendenzialmente un gamer, di iniziare un lavoro psicologico sul Sé sviluppato attraverso un setting relazionale.

In effetti, soprattutto i bambini e poi gli adolescenti, sono generalmente felici di poter parlare di Sé attraverso l’esperienza del videogioco, con coloro che in quel momento giocano con loro. ​

Inoltre, si sentiranno motivati nel mantenere l'attività e nel muoversi verso gli obiettivi terapeutici concordati, grazie alle proprietà intrinsecamente stimolanti del videogioco. Il setting relazionale mette il soggetto a proprio agio, ricreando un ambiente sicuro e familiare, anche per coloro che temono il confronto sociale e che tendono all’isolamento.

Ricordiamo che un approccio di questo tipo non può essere isolato da un percorso psicoterapeutico già in atto, ma anzi ne diventa strumento funzionale. ​

Il videogioco diviene, dunque, uno strumento che apre alla possibilità di entrare nella fiaba, intesa come rappresentazione simbolica del proprio inconscio e stile di vita.

A differenza del processo di apprendimento classico, che fonda le esperienze all’altrui visione ed idea del mondo, qui il processo di conoscenza, in virtù dell’atto creativo, è donazione soggettiva di senso. ​

Nella Video Game Therapy vi è quindi la possibilità di un doppio livello: il primo è l’essere nella fiaba, in un ambiente virtuale presente e già costruito a priori digitalmente, il secondo livello è invece rappresentato dell’agire nella fiaba, attraverso l’attivazione del pro- prio Sé Creativo che diventa “ponte” tra ciò che è intrapsichico e ciò che non lo è, attraverso la mediazione dell’Altro da Sé.